La responsabilità sociale d’impresa: un nuovo e radicale approccio dell’Unione Europea.

20/06/23

La responsabilità sociale d’impresa (o CSR, dall’inglese Corporate Social Responsibility) ha per lungo tempo rappresentato una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nell’ambito delle loro attività.

L’Unione Europea in passato definiva la Responsabilità Sociale d’Impresa come un’azione volontaria, ovvero come l’integrazione delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Da oltre un decennio la Commissione ha superato questa nozione riducendo il peso di un approccio soggettivo e chiedendo una maggiore adesione ai principi promossi dalle organizzazioni internazionali come l’OECD, l’ONU e l’ILO. Si tratta di un concetto innovativo e molto discusso, sul quale il Parlamento Europeo ha adottato anche recentemente una posizione volta a integrare i diritti umani e l’impatto ambientale nella governance delle imprese.

 

Secondo questa visione, le aziende dovranno identificare e, ove necessario, prevenire, porre fine o mitigare l’impatto negativo delle loro attività sui diritti umani e sull’ambiente, come il lavoro minorile, la schiavitù, lo sfruttamento del lavoro, l’inquinamento, il degrado ambientale e la perdita di biodiversità. Dovranno inoltre monitorare e valutare l’impatto dei loro partner della catena del valore, inclusi non solo i fornitori, ma anche la vendita, la distribuzione, il trasporto, lo stoccaggio, la gestione dei rifiuti e altri ambiti.

Anche se le nuove norme si applicheranno alle grandi società con sede nell’UE (più di 250 dipendenti e un fatturato mondiale superiore a 40 milioni di euro) e a quelle extra Europee con un fatturato superiore a 150 milioni di euro (se almeno 40 milioni di essi siano stati realizzati nell’UE) anche le medie e piccole imprese ne subiranno gli effetti. Obiettivi specifici e un meccanismo sanzionatorio per le società inadempienti saranno affidati alle autorità nazionali di vigilanza.

Tutto ciò rappresenta un punto di svolta nella riflessione sul ruolo delle imprese nella società, su come esse si rapportano alle persone, ai loro diritti e alla salvaguardia dell’ambiente. E quindi a come sostenere le realtà economiche sane attraverso regole di diritto commerciale eque, le quali escludano aziende che hanno fatto del danno ambientale e dello sfruttamento un modello di reddito.

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[Fonte: https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20230524IPR91907/meps-push-companies-to-mitigate-their-negative-social-and-environmental-impact]